“Viaggio musicale nella Parigi d’inizio secolo” per flauto e pianoforte
Elegante e piacevole tuffo nell’atmosfera parigina bohemien, il disco propone brani della Parigi dei primi del Novecento.
Antonella e Antonietta: flauto e pianoforte
Iniziano la loro collaborazione artistica nel 1994, in occasione del laboratorio di musica contemporanea a Fiumara d’Arte. Entrambe appassionate di musica del ‘900 e di una forma di spettacolo multimediale, in cui l’esecuzione musicale possa ricollegarsi ad un senso più globale, legato alla parola letteraria, al gesto, all’immagine, hanno collaborato in diversi progetti tematici.
Per la stagione in corso hanno realizzato un affascinante recital dedicato alla collaborazione tra lo scrittore Pierre Louÿs ed il compositore Claude Debussy, in cui un’immagine del femminile molto legata alla sacralità pagana del mondo greco incontra l’eleganza tipica della musica francese. Propongono inoltre un recital di musiche del primo novecento francese, arricchite dalla lettura di poesie.
“Da Afrodite a Bilitis”. L’amicizia tra Claude Debussy e Pierre Louÿs sullo sfondo della Parigi bohemien
Recital per flauto, pianoforte, voce recitante e immagini, su musiche di Claude Debussy, e testi di Pierre Louÿs e dal carteggio.
“La musica francese è chiarezza, eleganza. La musica francese vuole, prima di tutto, fare piacere”. Claude Debussy
L’amore nell’antichità era una cosa sacra, in cui la bellezza era consacrata al servizio del culto degli dei. Amore, bellezza, armonia, bontà sono le qualità stesse del divino, creano il varco attraverso cui l’essere umano può sperimentarlo. Le arti e l’amore creano quell’interiore commozione che sola ha il potere di riportare l’uomo dentro alla sua anima.
La prolifica amicizia e collaborazione tra Claude Debussy e Pierre Luoÿs, due uomini di estremo fascino, ed estremamente affascinati dal mondo femminile, è la testimonianza del ponte tra gli ideali estetici antichi e un nuovo modo di farli rivivere, modalità in cui piacere, bellezza e sensualità ritrovano il loro ruolo centrale nell’arte.
Questo recital viaggia attraverso la fluidità espressiva della musica di Debussy e le splendide poesie di Louÿs, intrise di una delicata ed elegante voluttà, testimoniando le parole vive scambiate per lettera dai due amici, ora di reciproco incoraggiamento, ora di confronto sui propri ideali profondi. Immagini dell’epoca proiettate durante il recital, sottolineano la suggestione e permettono una completa immersione nella magia di questo incredibile periodo artistico e culturale.
Chansons de Bilitis: la storia
Il 7 febbraio 1901 avvenne la prima rappresentazione delle musiche di scena per le Chansons de Bilitis, composte da Claude Debussy (Saint-Germain-en-Laye 1862 - Parigi 1918) per due flauti, due arpe e celesta su testi che all’epoca furono presentati come traduzioni da un originale greco di una poetessa contemporanea di
Saffo, ma in realtà esempio di un raffinatissimo falso letterario, poiché frutto della penna del poeta e amico Pierre Louÿs. Debussy ne musicò diverse versioni: all’ultima, risalente al 1914, scritta per pianoforte a quattro mani e intitolata Sei epigrafi antiche, si rifà la trascrizione per flauto e pianoforte realizzata da Karl Lenski.
Louÿs ci racconta di Bilitis, nata agli inizi del VI secolo a.C. in Phamphilia, dove condusse vita di pastorella con ardente devozione per le Ninfe. Dopo una triste storia d’amore e l’abbandono della bimba da lei nata, ella si reca a Lesbo, alla corte di Saffo, dove impara a cantare e scrivere e s’abbandona ad amori saffici. Si trasferisce infine a Cipro, in cui si consacra cortigiana del tempio di Afrodite.
Musiche, testi e immagini
Le musiche sono di Claude Debussy: Syrinx per flauto solo, Chanson de Bilitis, nella versione per flauto e pianoforte, con alcuni adattamenti tratti dalle altre versioni, Prelude a l’apres midi d’un faune, riduzione per flauto e pianoforte, Danseud de Delphes dai Preludi primo libro per pianoforte solo
I Testi sono tratti da Chanson de Bilitis di Pierre Louys e da lettere di Debussy e Louys.
Le immagini proiettate sono tipiche foto e dipinti del fecondo periodo artistico tra fine ottocento e inizio novecento.
“Viaggio musicale nella Parigi d’inizio secolo”. Recital per flauto, pianoforte e voce recitante
Elegante e piacevole tuffo nell’atmosfera parigina bohemien, questo programma è adatto a qualunque occasione, a cui aggiunge una nota di stile e raffinatezza.
Gli autori dei brani in programma si mossero tutti sulla scena parigina di quegli anni, anche quando non francesi di nascita, a questa città furono debitori di gran parte della loro formazione musicale. Alfredo Casella visse a Parigi tra il 1896 e il 1915, dove studiò con Gabriel Fauré, professore di composizione presso il Conservatorio di Parigi e successivamente suo direttore. Dello stesso maestro fu alunno George Enescu, compositore e violinista rumeno. Sia il suo Cantabile e Presto, che la Fantasia op. 79 di Gabriel Fauré rientrano fra le cosiddette pièces de concours, obbligatorie per il Conservatorio di Parigi. Le Histoires, di Jacques Ibert, sono delle graziose miniature tematiche: Colei che conduce le tartarughe d’oro, L’asinello bianco, Nella casa triste, La gabbia di cristallo, La venditrice di acqua fresca, Il corteo di Balkis. Le Chanson de Bilitis di Claude Debussy, vengono qui proposte in una versione per flauto e pianoforte.
Antonietta Loffredo, pianista
Nata a Como, si è diplomata in pianoforte presso il Conservatorio di Verona. Ha perfezionato gli studi a Parigi, sotto la guida di Marie Claire Laroche, ottenendo il premier Prix e il Prix d’Excellence, a Bucarest, sotto la guida di Stellutza Radu, con una borsa di studio del Ministero della cultura rumeno. Ha partecipato a corsi di perfezionamento con P. Rogè, B.Canino, J.Demus, L. Lanfranchi, M.Mika, e ai corsi di musica contemporanea di Darmstadt con Massimiliano Damerini, Kaya Han, Pierre-Laurent Aimard.
Si è esibita da solista, in formazioni cameristiche e con orchestra in Francia, Germania, Romania, Spagna, Israele ed in Italia, per importanti istituzioni come “Nuovi Spazi Musicali” di Roma, “V.Bellini” e “Filarmonica Laudamo” di Messina, “Musica Aperta” di Bergamo, il Teatro Davila di Pitesti, la Gioventù Musicale d’Italia, la “Jerusalem Academy of Music and Dance” e il Conservatorio de Música “Teresa Berganza” di Madrid. Ha studiato didattica e pedagogica alla Scuola di Paleografia e Filologia musicale di Cremona e all’Università di Pavia (psicopedagogia applicata alla didattica). Dal suo interesse per i nuovi linguaggi musicali è nata una personalissima ricerca, per favorire la diffusione del repertorio contemporaneo dedicato ai primi anni di studio del pianoforte, nel cui ambito tiene seminari al Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste, e scrive su riviste specializzate nel settore musicale.